Meglio un dato oggi o una lucertola domani?

This post is a translation of Geoff Heard’s blog post on our recent PLoS One paper about destructive sampling. Unfortunately PLoS have mangled the figures on that paper and refused to correct them, so if you’re interested here is an updated post-print version with legible figures.

Campionamenti distruttivi. Detto così suona male vero? È la sensazione che provo anch’io pensando a certe tecniche di marcatura, o la necessità di sacrificare animali per creare esemplari da museo. Entrambe ci mettono di fronte a un dilemma che affrontiamo spesso come ecologi di campo: un’azione dannosa nell’immediato, ma che speriamo nel lungo termine sia positiva per la conservazione.

Nel nostro ultimo articolo affrontiamo questo dilemma usando uno strumento basato sulla teoria delle decisioni. Il problema qui è che alcune specie sono difficili da osservare senza danneggiare i microhabitat che preferiscono. E quindi ottenere le informazioni necessarie per la ricerca, o la gestione, è impossibile senza impattare l’habitat. Altrimenti non sapremo mai dove si trovano, non sapremo le condizioni ambientali di cui hanno bisogno, e non sapremo se e come rispondono alle nostre iniziative di gestione. La specie di cui parliamo nel nostro articolo è un ottimo esempio. Lo Scinco senza orecchie (traduzione mia! Triodia earless skink il nome inglese, e Hemiergis millewae quello scientifico) si trova soltanto nei cespugli di spinifex nella regione del Mallee nell’Australia meridionale.

Millewa skink Hemiergis millewae (foto: Wildlife Profiles)
Millewa skink Hemiergis millewae (foto: Wildlife Profiles).

Nello stato del Victoria la specie è classificata come in “pericolo critico”, e c’è la fondata preoccupazione che la gestione forestale tramite incendi controllati metta in pericolo le popolazioni residue. Al tempo stesso, però, non sappiamo dove queste popolazioni si trovino, né tantomeno la relazione tra incendi e viabilità della specie! Per ottenere queste informazioni dobbiamo campionare la specie in tutto il Mallee, ma l’unico modo pratico per farlo è distruggere i cuscini di spinifex in cui vive, e da cui dipende.

Geoff Heard ed io ci siamo incaricati di progettare i futuri campionamenti per Hemiergis, basandoci su dati raccolti con il duro lavoro di Peter Robertson e Ian Sluiter in una serie di siti nel Murray-Sunset National Park. L’approccio che abbiamo scelto è semplice. Consiste nel calcolare il numero minimo di cespugli da campionare in ciascun sito per garantire una certa probabilità di osservare la specie se è presente (90%, 95%, ecc). Usando dei coefficienti, possiamo regolare la scelta a seconda di quanto preferiamo minimizzare il numero o la qualità dei cespugli da campionare.

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Il campionamento di Hemiergis millewae richiede la distruzione dei cespugli di spinifex che costituiscono l’habitat preferito di questa specie.

Questo è importante perché Hemiergis non vuole cespugli qualunque, ma li preferisce più grandi possibile. Quindi potremmo ridurre il numero dei cespugli da campionare scegliendo solo quelli più adatti (cioè quelli in cui è più facile trovare lo scinco). Ma questo significa distruggere il microhabitat più adatto per la specie! D’altra parte, se salviamo i cespugli migliori e scegliamo solo quelli piccoli, per ottenere la stessa efficienza dovremo distruggerne di più, o corriamo il rischio di non osservare la specie anche nei casi in cui è presente!

Insomma è un problema di difficile soluzione. Il metodo che usiamo permette di trovare il compromesso ottimale a seconda dei nostri obiettivi, e di farlo in un modo trasparente e razionale. All’articolo alleghiamo un foglio di calcolo Excel per mostrare esattamente come funzionano i calcoli.

Ovviamente la nostra soluzione non è limitata al caso di Hemiergis. Ci sono molti tipi di campionamenti distruttivi, e i concetti fondamentali descritti nel nostro articolo si applicano a tutti quei casi in cui bisogna trovare un compromesso tra svolgere campionamenti efficienti (e raccogliere dati di qualità) e minimizzare l’impatto sulle stesse specie che desideriamo proteggere.

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